Beniamino Racconta:  storia di un perdono salvifico

Racconta la vita di Beniamino, esplorandone il passato e il modo in cui ha affrontato le avversità, focalizzandosi sul potere del perdono, una virtù che gli ha permesso di sopravvivere. 

Beniamino racconta è un brano ispirato a una storia reale, quella di Beniamino Zuncheddu, un uomo sardo rimasto ingiustamente detenuto per quasi 33 anni. La sua scarcerazione, avvenuta a gennaio del 2024, ha sconvolto l'opinione pubblica, portando alla luce il calvario di un uomo che ha affrontato un'ingiustizia tanto lunga. Questa vicenda mi ha profondamente colpito, spingendomi a raccontarla attraverso la musica.

La canzone è nata come un “rigurgito emozionale”, scritta di getto in pochi minuti dal suo autore e leader della band: Giacomo Contu.

Racconta la vita di Beniamino, esplorandone il passato e il modo in cui ha affrontato le avversità, focalizzandosi sul potere del perdono, una virtù che gli ha permesso di sopravvivere. 

Nel brano, i versi iniziali, “Come sarebbe stato il tuo vestito, l’uscita di chiesa, il grano in terra...”, evocano il rimpianto per una vita negata e i sogni infranti.

Nella seconda strofa, con “gli domandano ancora se vuol patteggiare, per uno sconto di pena, gli basta solo affermare…”, il brano mette in luce il coraggio e la dignità di un uomo che, nonostante tutto, ha scelto di non accettare la clausola di ravvedimento proposta dai suoi avvocati per ottenere uno sconto di pena. 

La sua fierezza e l'orgoglio di sardo lo hanno portato a rifiutare questa via d'uscita, perché se mai fosse tornato al suo paese, come da lui stesso dichiarato, avrebbe voluto farlo da innocente, quale era.

Il giovane avvocato Mauro Trogu ha scoperto gravi errori negli atti d'accusa, riuscendo a dimostrare l’innocenza di Beniamino. Tra i due è nato un legame profondo, basato su fiducia e dedizione. Questa relazione ha cambiato il corso della vita di Beniamino, diventando un esempio di empatia e lealtà.

Il ritornello della canzone sottolinea il peso dei trent’anni di prigione, “...son trascorsi trent’anni ti hanno fatto invecchiare...”, ma celebra la resilienza di Beniamino, capace di sopportare la sua ingiusta e efferata condanna. L’ultimo messaggio del brano, “Ci hai insegnato che si può perdonare”, invita a riflettere sul perdono come forza di liberazione e forma di riscatto.

 

Preservare la memoria attraverso la musica

"Crediamo fermamente che la musica possa preservare storie straordinarie come quella di Beniamino, imprimendo nel cuore delle persone la memoria di queste vicende e tramandandole nel tempo. Con il nostro contributo, speriamo di aver mantenuto vivo il significato e il valore di questa storia"

Naracauli