Amica d’Anima: la canzone dei Naracauli dedicata a Michela Murgia
Amica d’Anima non è semplicemente un brano dedicato a Michela Murgia.
È il punto in cui una relazione reale, vissuta e attraversata nel tempo, si trasforma in musica senza perdere verità.
La canzone nasce da un’amicizia formativa, intensa, coltivata negli anni della giovinezza e poi ritrovata poco prima della scomparsa di Michela. Un legame che non ha mai avuto bisogno di continuità quotidiana per restare vivo, ma che ha continuato a operare come una presenza silenziosa: una guida, uno specchio, una forza generativa.
Scrivere Amica d’Anima ha significato non “raccontare” Michela, ma entrare di nuovo in dialogo con lei. Il testo non cerca l’elogio né la celebrazione pubblica: sceglie piuttosto la forma della confidenza, della gratitudine, del riconoscimento intimo. È una canzone che parla a chiunque abbia avuto, almeno una volta nella vita, una relazione capace di cambiarlo in profondità.
Amore Circolare: il contesto che rende possibile Amica d’Anima
Amica d’Anima è parte integrante del progetto Amore Circolare, non un’appendice o un omaggio isolato.
L’intero album nasce dall’idea che l’amore non sia una linea retta, ma un movimento che si trasforma, ritorna, resiste alla perdita.
In Amore Circolare ogni brano racconta una storia reale: persone, relazioni, attraversamenti. Non per cronaca, ma per restituire senso.
In questo quadro, Amica d’Anima rappresenta il punto più esplicito della memoria che diventa responsabilità: custodire ciò che è stato, senza immobilizzarlo nel rimpianto.
L’amore circolare è quello che non si consuma quando qualcosa finisce, ma continua a generare presenza, scelte, visione. È l’amore che resta come eredità viva. Michela, in questo senso, non è solo destinataria della canzone: è parte del suo principio generativo.
Una canzone come atto di restituzione
Nel progetto dei Naracauli, la musica non è mai fine a sé stessa.
Amica d’Anima conferma questa direzione: è un atto di restituzione, non di appropriazione. Una canzone che non chiede di essere spiegata, ma ascoltata come si ascoltano le cose vere.
Dentro Amore Circolare, questo brano occupa un luogo preciso: quello in cui la perdita non chiude, ma apre.
Dove il silenzio non spegne, ma prepara un canto.
E dove un’amicizia, invece di finire, cambia forma e continua a camminare accanto.
La genesi del brano: dal silenzio alla necessità
A differenza di altri brani dell’album, Amica d’Anima ha richiesto tempo e attesa.
Non poteva nascere per urgenza creativa né per dovere emotivo. Doveva arrivare quando il dolore si fosse trasformato in ascolto.
La scrittura è iniziata da una difficoltà dichiarata:
“Non trovo facile scrivere di te”.
Proprio da quel limite si è aperto lo spazio giusto. Le parole hanno smesso di cercare una forma letteraria e hanno preso quella più autentica dell’amicizia: dire la verità senza protezioni.
La musica è arrivata dopo, come accade solo nei casi necessari, quando testo e melodia sembrano riconoscersi. Il brano ha trovato compimento in una data tutt’altro che casuale: il giorno del compleanno di Michela. Un dettaglio che non pretende spiegazioni, ma che rafforza il senso di un dialogo che continua oltre il tempo.